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Arte e libri Venosa

Un cantiere fermo dal 1200

L'Incompiuta di Venosa, magnifico esempio di incompletezza all'italiana

L'Incompiuta L'Incompiuta

Salerno – Reggio Calabria, 106 Ionica, SS. 655 Bradanica, dove mancano addirittura solo pochi chilometri, carceri, piazze, ospedali. Di opere rimaste incompiute in Italia ce ne sono tantissime. Difficile citarle tutte. E in Basilicata? In Basilicata ne vogliamo citare una per tutte. Un'opera incompleta dall'importante valore storico. Al contrario di altri mostri di cemento rimasti a metà.


Un fan club esclusivo. Sperando che in questo poco esclusivo fan club non rientri un giorno anche la strada oraziana di Venosa, è bene ricordare che proprio la cittadina del sommo poeta latino, conserva uno degli esempi più incredibili di questa bizzarra associazione. In questo raro caso però, l'eccezionalità è data non solo dalla vicenda costruttiva, ma anche dall'età dell'opera e da quanto essa ci ha lasciato.


Un'opera bella per la sua incompletezza. L'ironia della sorte vuole che a prendere il nome di Incompiuta sia proprio un'opera di cui la sua compiutezza ci interessa poco e relativamente, mentre l'ironia della vita ci dice che al monumento il nome di Incompiuta, addirittura le dona. Sembra un paradosso eppure è così. Tutto ciò che noi quotidianamente denigriamo, odiamo e non vorremmo mai vedere nelle costruzioni delle grandi opere, a Venosa suona tutto di segno opposto.


Un sogno megalomane. La fabbrica dell'Incompiuta, la nuova chiesa che sarebbe dovuta nascere alla fine del 1100 (secondo i sogni megalomani normanni, molto probabilmente di Roberto i Guiscardo), infatti, prevedeva l'abbattimento della cosiddetta chiesa vecchia della SS. Trinità che per fortuna non venne mai abbattuta, altrimenti avremmo perso uno straordinario monumento con affreschi medievali e mosaici romani e paleocristiani! Non aver terminato la grande basilica normanna ha determinato anche il successivo rispostamento del baricentro cittadino verso sud/ovest, ed oggi Venosa possiede un interessantissimo parco archeologico in una zona dove non si è più costruito. Inoltre, il cantiere fermo fra 1100 e 1200 ha lasciato tantissime informazioni sulle costruzioni degli edifici medievali, utili al loro restauro e mantenimento.


Cogli l'attimo. Che non si tragga errata conclusione che bisogna esser felici delle nostre disgrazie, in questo caso, con tutto il rispetto per la religione cristiana, si sta parlando di una chiesa, ovvero, l'Islam ci insegna che si può pregare anche all'aperto, non necessariamente in un magnifico tempio. Una strada, un ospedale, un carcere inoltre, sono ben altra cosa. Infine va detto la storia non rende necessariamente giustizia, ma se conosciuta, allevia le sofferenze, in quanto ci aiuta a comprendere i nostri sbagli. Ad hoc: “Dum loquimur fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero”.

Mer, 07/09/2011 - 19:54
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